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La storia di “Monte del Re”Nel territorio della parrocchia di San Lorenzo di Piscerano, già nel Marchesato dei Malvezzi Campeggi, a m. 289 s.l.m., su un ameno colle adorno di cipressi, sorse nel secolo XIII e visse per oltre 5 secoli il piccolo Convento dei Frati Minori Conventuali di Monte del Re. Fu certamente per la mistica atmosfera che lo circonda che qualcuno definì Monte del Re il “Colle del Paradiso”, come già, in un diploma del 1266, Clemente IV aveva chiamato il colle di Assisi.Si ignora, purtroppo, l’anno esatto della fondazione del Convento, a causa della scomparsa dell’archivio avvenuta certamente al tempo della soppressione napoleonica degli Ordini Conventuali. Lo si trova già citato con tal nome anche prima del 1280 da frà Salimbene da Parma, uno dei primi cronisti della nostra letteratura, che proprio lì trascorse un anno della sua vita monacale. Il convento, comunque, esisteva già nei primi anni del 1250. La ricerca storiografica fa presupporre che esso fu edificato subito dopo la visita di San Francesco d’Assisi ad Imola e al convento stesso, avvenuta nel 1213 circa. La croce di San FrancescoProprio su questa visita di San Francesco la tradizione popolare ha intessuto parecchi aneddoti interessanti: la croce di legno che tutt’ora si alza nei pressi della Chiesa al termine della scalinata, secondo la tradizione fu piantata dallo stesso San Francesco nel 1223. I frati, poi, vi avrebbero costruito un solido basamento in muratura perchè non andasse perduto questo cimelio tanto prezioso.Due fatti stanno comunque a dimostrare che Monte del Re, nel suo piccolo, si sia trovato ad essere nella storia dell’Ordine francescno. Il primo, quando intorno al 1630 il Padre Generale dell’Ordine dei Minori Conventuali rimase a Monte del re per oltre 100 giorni e da lì diresse l’Ordine in tutte le sue provincie. Il secondo, quando, sia nel 1479 che nel 1709, il piccolo convento fu scelto come sede degli Atti Capitolari. Monte del Re fu, quindi, convento francescano fino alla soppressione degli Ordini voluta da Napoleone. Acquistato, quindi, dal conte Sassatelli, che ne fece il suo “Casino di campagna o di villeggiatura”, dopo diversi passaggi di proprietà, fu stabilmente occupato dai Seminaristi di Imola fino al 1969. |
